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24 Lug 2014 - 04:42:04

Nr. 0121 - IL COLPO DI TEATRO.



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L'inizio peggiore è parlare di storie vere. Allora dirò che la storia l'ho inventata
da un  racconto  sentito  per  caso in un bar.  Non uno  di quelli  belli,  con le luci
colorate  che  tanto  piacciono  a  quelli perbene. Non un bar da happy hour, no.
Uno  di  quei  bar  di  quartiere,  con la polvere e la gente sdentata, i ricordi e le
canzoni di Gaber e Jannacci in sottofondo.

Per dare un peso alle mie parole e al mio star male scriverò indossando la mia
giacca migliore, una camicia bianca appena stirata e cambierò anche le mutande.
Lo specchio mi renderà la migliore immagine che ho, quella che ho sempre
cercato di donare agli sguardi dolci e pieni d'amore della mia mamma..
Lo farò per la solidarietà e l'importanza che hanno gli ultimi.

Sotto il ponte aspetteremo la dolce vergine passare, nuda e sbigottita tra le fredde 
onde e le nostre risate consapevoli. Fermi a guardare le onde che compiono il loro 
dovere senza pensare alla storia e ai sentimenti della trasportata.
Eliminare le nostre passioni e formare i nostri retaggi.
Sdraiati sotto il ponte abbracceremo cuscini e penseremo distratti al vecchio
pagliaccio. Non al clown imbelletato della televisione e poi a lui non piacevano
le parole straniere. Non invecchierò per esibire i ricordi del mio passato come 
medaglie, diceva sempre, sono un pagliaccio e come tale dovrò scomparire.

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Un colpo di teatro, un appuntamento fissato a cui non parteciperò e poi via, 
così come sono venuto. In fondo me ne andrò senza trucco, la maschera che
avete sempre conosciuto sarà impressa nelle mie parole, le mie risate e i
miei ricordi. Non so dove le ho comprate, in quale mercato le ho scovate ma
son certo che eran mie come il diritto di lasciare tutto nel momento in cui non
lo sento più mio.

Tornerete a casa soddisfatti per l'ultima risata che vi ho fatto fare, l'ultimo sospiro
prima di tornare alla sensazione che già conoscete. Diversa dal mio vuoto,
differente dalle mie ansie. Perchè sono un pagliaccio, non un clown.
Uno che spende i pochi soldi per colmare i vuoti culturali del suo essere e
sbuccia cipolle solo perchè almeno può piangere senza dare nell'occhio.
Quell'occhio che lo vuol vedere sempre sorridente, perchè è il pagliaccio.

Un colpo di teatro può togliere di mezzo il teatrante, ma il pagliaccio è un 
artista e allora il colpo è d'arte.

Sarò in quel posto a quell'ora e sarà meglio del solito, perchè saran ricordi.
Fu così che disse il pagliaccio senza trucco e sorriso, senza maschera e vestito.

Lasciò gli altri così, sulla riva del fiume sotto il ponte in cui li rese la condizione
passata. Togliendo la camicia pulita, senza nulla addosso, un ultimo sorso al
bicchierino di bianco e poi via. Ci rivedremo forse, prima o poi.




;  -  @       24/07/20014    h.04,40     licurgo lamberto

licurgo · 594 visite · Lascia un commento

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